Bentornatə carə miə reader o Benvenutə a te che stai atterrando per la prima volta qui su CdL.
È passato un tempo inquantificabile – almeno per me – dall’ultima volta che ci siamo visti/sentiti e posso assicurarti che quest’attesa mi è pesata tanto quanto quella degli ultimi giorni prima dell’arrivo dello stipendio. Avrei potuto usare un esempio diverso, sì hai ragione, ma questo è quello meno pesante e che si addice di più a tutti, credo. Dammene conferma tu.
Oggi, comunque, è sabato 10 ottobre 2026 e penso sia doveroso ritornare, ma farlo davvero. Scelgo di farlo specie per quelle anime che hanno creduto sin da subito nel progetto di CdL e che mi hanno stimolata a fare sempre di più. A scrivere di più. A creare nuove connessioni pure come solo noi e qui sappiamo fare.
Da quando mi sono trasferita a Milano è come se, intorno a me, si fosse creata una bolla. All’occorrenza facilmente scoppiabile, in altre quasi impossibile. Oggi che ti parlo sono cambiate miliardi di cose dal quel dicembre di quasi due anni fa. Oggi ho – in affitto obv – uno spazio tutto mio ed è tangibile, posso toccarlo tutti i giorni con le mie mani. Un po’ come CdL solo che il feedback o il senso di realtà devi concedermelo tu, carə miə reader.
È quasi un gioco tra dare e avere: io ti do (o almeno ci provo) degli spunti di riflessione e tu mi restituisci un cenno, un parere, un’idea, un qualcosa, a modo tuo. Qualsiasi cosa purché tu voglia concedermelo. CdL è nato per vivere insieme delle nostre passioni, vive solo se noi gli diamo indietro le connessioni che noi stessi creiamo dopo un articolo o dopo avere conversato sui progetti impossibili. Fra questi ci rientra il Diario delle distorsioni, un progetto davvero irrealizzabile ai miei occhi e sopratutto al mio cervello autosabotante.
Qui a MI ho sto imparando moltissime cose. La prima che ho imparato è stata che qui sei solo, ma solo davvero e devi riuscire a cavartela, appunto da solo, sempre. Ogni giorno, anche quando vorresti solo sprofondare sotto le coperte. Tu, anche in quel giorno, dovrai alzarti, rimboccarti le maniche, sciacquare il viso e prepararti per andare al lavoro. Non che questo non esista giù da noi o al sud in generale, ma è tutto un altro mood ed è più facile per certi versi, specie per chi giù ha casa, famiglia, cibo. Mi confermerai tu.

Milano mi sta insegnando a vivere con magia. Milano mi ha restituito sorrisi e interesse. Ogni volta che inizio a parlare con qualcunə, o comunque la maggior parte delle volte, finisce sempre per scambiarsi complimenti e magari anche qualche domanda su CdL o sul Diario. Devo pure promuovermi in qualche modo eheh.
Milano mi sta insegnando a credere in quelli che non credevo neanche fossero sogni miei, come scrivere un libro, farne la copertina, pubblicarlo e cercare di auto pubblicizzarsi.
Milano mi sta insegnando che il mio attuale lavoro seppur diametralmente opposto ai miei desideri mi da modo di giocare sempre e costantemente con le parole. In poche parole, faccio copywriting, ma all’attivo, dal vivo e sto amando questa cosa, oltre il fatto che per me è essenziale allenarmi.
Milano ha anche, ovviamente, dei lati negativi e non sono pochi. È proprio qui che inizi a viverla con disincanto: quando i bus non rispettano la tabella degli orari, quando c’è sciopero, quando tra andare al lavoro e tornare ti bruci 2 ore. Almeno 2. Quando il sorriso e la curiosità anziché essere sana diventa pericolo. Quando vai sui mezzi e hai lo spray al peperoncino pronto. Quando non dici mai il tuo indirizzo di casa, ma una zona mooolto più ampia e distante da dove vivi.
Milano è un po’ magia e un po’ disincanto. Per me è ed è stata disincanto quando ho iniziato a vivere di solo lavoro e ho smesso di scrivere e leggere. Quando ho smesso di nutrirmi di passioni e ho cominciato ad allontanare la fame.
Oggi riparto davvero da questa nuova me, da quella che ha una casetta a Milano, quella che balla alla fermata della 42 di prima mattina, quella che parla con tutti e che sorride a tutti, sempre e indistintamente. Oggi riparto dalla Cristina che vorrei e che oggi sono diventata. Ho comunque messo sempre lo stesso live di Fred Again per ricominciare.
Questa cosa mi fa paura? Assolutamente sì, ma correrò il rischio di non essere ascoltato o apprezzata per ciò che faccio. Se voglio vivere questo sogno devo correre davvero il rischio come quando ho creato CdL, il nostro spazio creativo.
Per oggi amici miei penso sia meglio salutarvi e dirvi già grazie per avermi dato modo di parlavi.
A presto,
Cristina ❤








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