Lasciati guidare e fatti ispirare dalla magia delle parole🌙 Ti do il benvenuto in Weekly Slice: la newsletter che ti stressa, ma con amore
(e una buona dose di creatività)
Ci hanno insegnato a guardare le grandi imprese come il traguardo da inseguire: il perché dovremmo impegnarci.
E chi le ha raggiunte, i modelli assoluti da emulare.
Ci dicevano: Se vuoi farcela, fai così. Guarda XY dov’è arrivatə.
E nello stesso momento sussurravano: forse è meglio se lasci perdere. È troppo difficile. Non ce la farai.
Il pubblico che aspetta l’errore
A un certo punto abbiamo iniziato a chiederci: ma questa platea, vuole davvero che ce la facciamo?
O è lì, con il fiato sospeso, in attesa del nostro inciampo?
E quando capita — perché capita sempre — la mia parte preferita è quando ti fanno notare l’errore. L’unico.
In mezzo a un mare di sforzi e rinunce in cui stai nuotando senza avere però il background della Pellegrini.
Tosta, eh?

A guardar bene, se posso dirtela tutta, credo che dovremmo allenare gli occhi alla meraviglia. Non quella con i fuochi d’artificio e la standing ovation finale, ma quella che si nasconde tra i dettagli minuscoli, quotidiani, spesso silenziosi.
E qui scatta la vera sopravvivenza urbana: imparare a spottare le piccole cose.
Il buongiorno di Ariel/Kamal, il portinaio, che ti fa sentire più riconosciutə di quando LinkedIn ti segnala un nuovo follower.
Il tram che, per la prima volta in sette mesi, arriva in orario — evento che meriterebbe di entrare nella top 10 dei miracoli milanesi.
O la moka che non esplode nonostante tu abbia dimenticato il coperchio mezzo svitato (Sad but true story)
Sembrano sciocchezze, lo so, eppure sono loro a dare colore e forma alle giornate.
E la domanda è: perché cavolo nessuno ci ha mai detto che è lì che si nasconde la miccia delle grandi cose?
Perché ci hanno insegnato a cercare la magia solo nello strabiliante, nel mozzafiato. E invece la miccia che accende tutto parte sempre da un dettaglio minimo, quasi impercettibile.
Ed è lì che, senza che te ne accorgi, la vita cambia un pochetto prospettiva.
Domande senza libretto d’istruzioni
Oggi riflettevo sul senso di inadeguatezza che mi assale quando scrollo le stories altrui. Lì sembra tutto sempre perfetto: sanno esattamente dove andare, cosa fare, perché farlo.
Io invece continuo a bombardarmi di domande:
– Perché gli altri riescono e io no?
– Perché non riesco a capire cosa voglio fare?
– Perché vivere nel qui e ora sembra più complicato che leggere volume enciclopedico di 3000 pagine?
– Perché la mia vita, ultimamente, sembra un episodio infinito di Shameless (ma con meno alcol e meno sesso)?
E poi, quella che mi attanaglia più di tutte: perché mi sento sempre incapace di fare tutto?
Spoiler: non ho la risposta a nessuna di queste. E non so nemmeno se esista. Forse sono domande che ci accompagneranno per sempre, come i calzini spaiati che continuano, imperterriti, a comparire in lavatrice.
Una via di fuga (banale ma efficace)
Appare banale vivere di piccole cose.
Sembra scontato mostrarsi grati per il tempo che si ha — anche solo per digitare parole che poche persone leggeranno.
Se c’è una cosa che un po’ ho capito, è questa: vivere di piccole cose non è una frase da calendario motivazionale, ma una vera e propria exit strategy.
Perché puoi ritrovarti in mezzo a un casino più grande di te e trovare comunque un dettaglio di cui gioire, tipo raggio di sole che filtra storto tra i palazzi. Oppure puoi avere tutto sotto controllo e non riuscire lo stesso a godere di niente — come se la scintilla della vita si affievolisse.
E allora, sei ingratə o già proiettatə a domani?
Forse entrambe le cose.
Sei cose che avrei voluto qualcuno mi dicesse (ma non l’ha fatto)
1. Il tempo non è infinito;
2. il sole continuerà a sorgere anche se scegli di rimanere a letto 4 uncountable days;
3. non sarai giovane per sempre (io 🫱🏻🫲🏼 paura sbloccata, di recente);
4. combinare qualcosa nella vita significa cose diverse per persone diverse — tempo, obiettivi e investimenti diversi. Basta paragoni.
5. il calendario esiste per ricordarti che il presente è oggi, non skippare a domani;
6. se vuoi stare a casa o andare in montagna, al lago o dove vuoi tu, mentre tutti sono a fare serata, non è sbagliato e non sei asocialə. Riporto al punto 4 e aggiungo pure che il mondo è bello perché è vario.
Te lo dico perché forse, in primis, io avrei voluto sentirmelo dire. E non è mai banale come sembra. E spero sia così anche per te.
Ora tocca a te!
E allora dimmi: quali sono le (tue) piccole cose che ti hanno salvato la giornata, anche quando sembrava tutta in salita? ✨
Scrivimi, così le appendiamo insieme al nostro Wall of Gratitude — voglio raccogliere pezzi sparsi di gratitudine per costruirlo e il tuo potrebbe essere una prima pietra.
P.S. Quando sento che quell’ansietta sta diventando un po’ troppo prepotente per i miei gusti, le urlo esattamente queste parole.

A volte funziona, altre un po’ meno, ma vale comunque la pena continuare a tentare. Non credi?
Non vedo l’ora di sapere la tua! Dimmi cosa ne pensi nei commenti qui giù o, se vuoi raccontarmi di più, aspetto di leggerti su IG/email. 💌
A presto,
LaCopy ❤








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