Scrivere a chi non leggerà mai: Terapia o Follia?

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✨ L’arte di Scrivere per nessuno

Ci sono messaggi che non manderai mai.
Quelli che scrivi nelle note del telefono alle 4:20 di notte, quando l’unica luce accesa è quella del frigo, e la gola o il petto diventano un sofà super comfort per il cuore.
Note piene di “ti avrei detto”, “ti avrei spiegato”, “ti avrei abbracciatə ancora una volta”.

Scrivere a chi non leggerà mai lo consideri un atto di pura follia o di profonda lucidità?
Per me, entrambe.
Penso sia solo un modo tutto nostro – mio – per rimettere insieme i pezzi senza dovere stare lì a cercare l’incastro perfetto.

In un mondo che ci vuole sempre comunicativi, la scrittura che non prevede una risposta è una sorta di forma di resistenza.
È il nostro – sempre mio – modo di restare umana: fragile, incoerente, verə.


✍️ Scrivere per Guarire, non per Chiarire

Non tutte le parole ricercano comprensione, alcune vogliono solo uscire.

Credo sia per questo che scriviamo lettere o pensieri a chi non ci ascolta, a chi non ha mai saputo farlo, o a chi abbiamo escluso dalla nostra vita. Anche solo per un po’.
Non per riaprire il dialogo — ma per chiuderlo, dentro di noi.

Non serve che qualcuno legga questi pensieri.
Serve solo che noi li scriviamo.

Scrivere senza destinatario lo considero un atto d’amore silenzioso.
Un passo verso il perdono. E concedimi di dirti la mia: perdonare è l’atto egoistico per eccellenza

Noi non perdoniamo per far stare bene o guarire le ferite dell’altrə, lo facciamo per stare meglio con noi stessi.


💌 Sacralità del Non-detto

C’è qualcosa di sacro nelle parole che non inviamo.

Sono le più sincere, le meno articolate ed editate.
Quelle che iniziano con “non so se leggerai mai queste parole”, ma che finiscono sempre con un sospiro. Spesso e volentieri di sollievo.

In quelle righe c’è tutto quello che ci è rimasto incastrato tra stomaco e gola, quando ancora il cuore non aveva preso residenza lì in mezzo.
Mettere tutto nero su bianco è già un modo per liberarsene. Non trovi?


🫀Si, ma poi con sta lettera?

E poi, puoi fare quello che vuoi.

  • Bruciala.
  • Cancellala.
  • Rileggila mille volte.
  • O lasciala lì, e se la batti a pc, puoi anche rinominare il file con “non aprire se stai bene”.

Scrivere – a volte – è un momento nostro, e basta.

E se quella lettera serve a far pace con un ricordo, un addio, o una parte di noi che avevamo sepolto sotto le mille notifiche…
Beh, allora no, io non la considero follia.

È terapia.
È respiro.
È andare in analisi, ma senza un medico o chissà quale cura in attesa di approvazione.


✨ Officina dei Silenzi: il tuo spazio per condividere

Scrivere, in questi casi, è come parlare alla luna.
Non ti risponde, ma è sempre lì che ti ascolta. E, a volte, è tutto ciò che ci serve.

Dato che siamo qui carə miə reader,

Hai una lettera mai inviata, un pensiero rimasto in sospeso o un frammento di te che desideri condividere?
Officina dei Silenzi è lo spazio di CdL dove ciò che non viene detto si trasforma in arte da condividere.

Invia la tua creazione a cristina@copydallaluna.it: ogni mese selezioniamo e pubblichiamo testi che parlano al cuore, creando connessioni pure e autentiche.

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I’m Cristina


👑 della chiacchiera e dei calzini contestabili; molti li definiscono da vecchia, io rispondo sempre che al massimo, sono da signora.